Eleonora d’Arborea tra mito e realtà
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[...] Ed ecco che foglio dopo foglio sembra di assistere in diretta a una fiction storica con la regia di una cronista che conosce le tecniche filmiche e televisive per raccontare i suoi Annales.
Ci mostra un mondo sconosciuto ai più, anche a chi è stato tra i banchi di un liceo o di una università ma non ha mai potuto frugare nei comportamenti dei nostri antenati. Questo libro colma quel vuoto impressionante. Ed ecco Eleonora – regale e austera – che sale al trono. Chi l’avrebbe mai immaginato in periodi tanto lontani da quello che oggi chiamiamo femminismo? Da dove traevano forza queste donne leader? [...]
dalla prefazione di Giacomo Mameli
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Un velo di mistero accresce la fama di Eleonora d’Arborea, che la storia consegna al mito per farne un’eroina di imperitura memoria.
Carlo Cattaneo, un grande intellettuale del XIX secolo, scrisse di lei: “… è la figura più splendida di donna che abbiano le storie italiane, non escluse quelle di Roma antica”.
Che cosa dunque la rende così tanto speciale? Anzitutto il fatto di essere donna e regina in un mondo declinato al maschile. Nel XIV secolo Eleonora lega il suo nome alla storia della Sardegna: regge le sorti del giudicato di Arborea per quasi vent’anni e fa suo il sogno irredentista del padre, Mariano IV, che voleva riunire la Sardegna in un unico regno. La sua opera raggiunge l’apice nella promulgazione di un corpo di leggi scritte, la Carta de Logu, che per chiarezza e innovazione non ha eguali nella sua epoca e costituisce una pietra miliare nella storia del diritto.
Ma Eleonora d’Arborea è soprattutto una donna e una madre, una figlia e un’amante, nella cornice di una Sardegna arcaica, che profuma di incenso e zolfo, la terra aspra dove magia e superstizione piegano all’irrazionale il corso degli eventi.
Il libro di Stefania De Michele prova a seguirne le tracce lasciate dai pochi documenti che ci sono pervenuti, e ci restituisce (prendendosi qualche libertà) la vita di una donna che ha saputo cambiare la storia della propria terra.










